Siccità, il Consorzio Bacchiglione convoca un’assemblea con gli agricoltori: «Definiamo le regole per gestire l’emergenza e limitare gli sprechi»

13 giugno. Siamo alle porte dell’estate e la scarsità di precipitazioni e l’assenza di riserve idriche in montagna destano sempre più preoccupazioni. Per ridurre al minimo lo spreco dell’acqua e gestire eventuali situazioni di emergenza idrica il Consorzio di bonifica Bacchiglione convoca per mercoledì 14 giugno un’assemblea pubblica rivolta alle associazioni di categoria e aperta a tutti gli agricoltori della zona tra Conche di Codevigo e Valli di Chioggia, che più risentono della crisi. 

«Con questa carenza d’acqua dobbiamo essere pronti a gestire l’eventuale emergenza per preservare le colture delle nostre zone da danni ingenti  – afferma il Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione, Paolo Ferraresso –. Insieme agli agricoltori dobbiamo definire le regole per ridurre al minimo lo spreco d’acqua e ottimizzare il risparmio irriguo. Noi metteremo in campo squadre d’emergenza per assicurare la massima efficienza all’irrigazione, ma è anche indispensabile che ciascuno si impegni nel non sprecare l’acqua che è un bene comune e prezioso».

In merito all’iniziativa interviene anche l’Assessore all’agricoltura Giuseppe Pan: «Il 2017 è incominciato decisamente male per quanto attiene gli apporti di neve e di pioggia nel bacino del Brenta, pertanto condivido la preoccupazione del Presidente Ferraresso, anche se spero di non arrivare ad una situazione di emergenza idrica, come quella che da due mesi viviamo nel bacino dell’Adige. Sento di esprimere ogni apprezzamento per l’iniziativa del Consorzio Bacchiglione di voler stabilire subito le regole per compiere ogni sforzo per risparmiare l’acqua irrigua. Questa iniziativa va ben oltre l’approccio dell’Unione Europea che pretende che si arrivi presto a misurare i consumi irrigui, come se queste misure comportassero un risparmio di risorsa».

A valle del nodo idraulico di Stra, infatti, i corsi d’acqua in gestione al Genio Civile di Venezia, il Naviglio Brenta e il Novissimo, nel periodo estivo presentano spesso condizioni di grave carenza d’acqua. Quest’anno però l’andamento climatico estremamente siccitoso ha alzato l’allarme. Le prime derivazioni ad entrare in crisi sono quelle del bacino Delta Brenta dove, tra l’altro, le colture orticole ed in particolare il radicchio richiedono, nel periodo delle semine, un apporto d’acqua giornaliero e la rete di distribuzione irrigua è particolarmente complessa e obsoleta.

Un problema che esisteva già e ora si fa sempre più grave: da mesi il Consorzio Bacchiglione è impegnato nella richiesta presso il Genio Civile di un tavolo permanente che metta mano alla questione delle crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo che da un paio d’anni provocano seri problemi alle aziende agricole tra la Riviera del Brenta, il Piovese e Chioggia. Un primo incontro con il Genio Civile si era tenuto a febbraio alla presenza dell’assessore Pan, delle associazioni di categoria (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) di Padova e Venezia, del Consorzio di bonifica Acque Risorgive e di Anbi Veneto.

«Torniamo a ribadire l’esigenza di un protocollo di gestione della risorsa idrica nei momenti in cui Novissimo e Naviglio sono in crisi. In situazioni di siccità serve un regolamento per la derivazione dell’acqua che oggi non viene utilizzata solo per l’irrigazione, ma anche per la navigazione, la produzione di energia elettrica e le valli da pesca» afferma il Presidente Ferraresso.

«Presto inizieranno i lavori per la realizzazione della barriera antintrusione del cuneo salino in foce del Brenta; è un’opera fortemente attesa che ci consentirà in futuro di affrontare situazioni difficili come quelle che stiamo vivendo ora, senza l’incubo di dover interrompere ogni servizio irriguo perché l’acqua salata è risalita lungo l’asta terminale del fiume, rendendo salmastre anche le falde superficiali  - aggiunge l’Assessore Pan –. Ben venga l’istituzione del tavolo permanente sulla crisi idrica dove potranno esprimere la loro voce anche gli agricoltori le cui produzioni di qualità e i conseguenti redditi sono collegati alla presenza di un servizio irriguo efficace ed efficiente».