Piogge e allagamenti, 80 mm in un’ora. Il Presidente Ferraresso: «Per fronteggiare questi eventi bisogna lasciare spazio all’acqua»

Padova, 5 settembre. Giorni di siccità senza una goccia di pioggia e poi improvvise bombe d’acqua. L’ondata di maltempo, che tra venerdì e sabato si è abbattuta su Padova, ha causato tali precipitazioni da registrare la caduta di 50 mm d’acqua in un’ora (vale a dire 50 litri d’acqua per metro quadrato) con punte di 80 mm in zone come Voltabarozzo.
È stata immediata l’entrata in funzione degli impianti idrovori gestiti dal Consorzio di bonifica Bacchiglione, sentinelle a guardia della città, che nei due giorni hanno scaricato nei fiumi Brenta e Bacchiglione oltre 330 mila metri cubi d’acqua.

«Per mesi abbiamo parlato della necessità di un piano di invasi che trattengano l’acqua per garantire l’approvvigionamento irriguo nei periodi di siccità. Ora ci troviamo a fronteggiare allagamenti improvvisi dovuti a precipitazioni intense e di breve durata che hanno causato allagamenti in alcune zone della citta. La nostra rete di canali era pronta a ricevere l’acqua dagli impianti idrovori che sono entrati immediatamente in funzione, ma a poco serve se poi le caditoie lungo le strade dei centri abitati sono intasate. Questo continuerà ad accadere se non impariamo che l’acqua ha bisogno del suo spazio» afferma Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio Bacchiglione.

Metri cubi d’acqua pompati tra l’1 e il 2 settembre per ciascun impianto in funzione a Padova:

Impianto idrovoro Voltabarozzo: 147.600 metri cubi
Impianto idrovoro Fossetta: 138.600 metri cubi
Impianto idrovoro Saracinesca: 35.100 metri cubi
Impianto dello scolmatore di piena Limenella Fossetta: 11.520 metri cubi

allegatoC.s. 05.09.2017

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