L’idrovora di Santa Margherita di Codevigo ora è anche “internazionale” Sì dell’UNESCO per la creazione della Rete Mondiale dei Musei dei Musei dell’Acqua

Padova, 21 giugno 2018. L’idrovora di Santa Margherita di Codevigo, fiore all’occhiello del Consorzio di bonifica Bacchiglione e inserita all’interno del progetto Water Museum of Venice, sarà uno dei portabandiera a livello internazionale del patrimonio idraulico italiano.

Si è tenuto a Parigi, lo scorso 15 giugno 2018, il 23° consiglio intergovernativo IHP dell’UNESCO che ha accolto la proposta italiana di creare una Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua. Il progetto, nato nel 2017 grazie alla collaborazione tra Centro internazionale Civiltà dell’Acqua ONLUS, Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa di Venezia, ha ottenuto l’approvazione votata all’unanimità da 36 Stati.

Questo risultato è molto significativo in quanto sottolinea la volontà di diversi paesi di sviluppare una “coscienza” dell’acqua, quale patrimonio inestimabile dell’umanità, affinché si possa costruire un futuro migliore e sostenibile. Il percorso parte proprio dalla conservazione e valorizzazione dei Musei dell’Acqua, quali luoghi significativi del patrimonio idraulico, in una rete che ne coinvolge ad oggi 60.

«Siamo orgogliosi di poter contribuire ad un progetto così lungimirante per le sfide future. Il sito di Santa Margherita è un museo vivo e in continua evoluzione, nonché uno dei più antichi testimoni della bonifica meccanica in Italia. Non solo, quindi, una valenza tecnica ma anche storica è racchiusa nella nostra idrovora. Speriamo che questa iniziativa di respiro internazionale porti a una maggiore conoscenza e consapevolezza dell’importanza di rispettare e valorizzare l’acqua dei nostri territori » afferma il Presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso.

Il museo di Santa Margherita testimonia il lavoro svolto dall’idrovora nella storia di ieri e di oggi,  con lo scopo di educare al rispetto e alla valorizzazione di questo patrimonio. L’impianto, oggi, è costituito da sei pompe centrifughe, quattro motori elettrici e due motori diesel è in grado di sollevare 13.500 litri al secondo. L’idrovora, un museo “vivente”, svolge ancora oggi un ruolo fondamentale per l’equilibrio tra terra e acqua, per garantire il benessere e l’esistenza del territorio in cui viviamo.