La storia

La pianura padano – veneta è un territorio costruito nei secoli tramite un incessante lavoro di bonifica idraulica.
Le centuriazioni romane, le bonifiche dei monaci benedettini, le sistemazioni idrauliche della Repubblica di Venezia sono testimonianza di un lavoro secolare per regolare il deflusso delle acque verso il mare.

La modifica dell’assetto idraulico del territorio, da Padova alla laguna, si ebbe soprattutto quando la Repubblica di Venezia, preoccupata di salvaguardare Venezia e la sua laguna, a partire dal 1500 deviò i fiumi i quali, specialmente nei periodi di piena, trasportando grandi quantità di sedimenti, mettevano a rischio la navigabilità e le attività della città lagunare.

Le nuove inalveazioni dei fiumi ostacolarono sempre di più il deflusso delle acque del territorio circostante provocando frequenti allagamenti e ristagni delle acque nelle campagne.

Per tentare di porre rimedio ai problemi sopra descritti, il 23 giugno 1604, per decreto dei Pregadi, i membri dell’antico senato di Venezia, furono istituite le “Sette Prese del Brenta”. Il territorio venne diviso in sette porzioni allo scopo di migliorare la gestione idraulica, a vantaggio non solo dell’agricoltura, ma anche della navigazione interna e della difesa dagli allagamenti.

Le sette prese del Brenta possono essere considerate l’origine dei “consorzi di bonifica” infatti ogni presa individuava un particolare bacino idraulico, una porzione di territorio delimitata fisicamente dai rami dei corsi d’acqua principali del sistema idrografico, veniva governata da un’Amministrazione eletta dai proprietari che contribuivano alle spese necessarie per la regimazione idraulica, che corrispondono al principio attuale di autogoverno e alla contribuenza.

Verso la metà del 1800 si diede inizio alla fase detta della“bonifica meccanica”: prosciugamento di paludi e valli mediante l’uso di macchinari per l’innalzamento delle acque.

Il Consorzio di bonifica "Bacchiglione - Brenta" è stato costituito con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n.1228 del 7 marzo 1978 in applicazione della L.R. n. 3/1976. Deriva dalla unificazione dei comprensori di sette Consorzi di bonifica: Bacchiglione Colli Euganei, Delta Brenta, Due Carrare, Foci Brenta Adige, Montà Portello, Pratiarcati e Sesta Presa.

Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1408 del 19 maggio 2009 si sono costituiti i nuovi Consorzi di bonifica del Veneto ai sensi dell'art. 3 della legge regionale 8 maggio 2009, n.12 "Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio" e il "Consorzio Bacchiglione Brenta" ha modificato il suo nome in "Consorzio Bacchiglione", mantenendo i confini invariati.

L’evoluzione della realtà storica, sociale ed economica ha determinato l’evoluzione del concetto di bonifica (“fare buono”) e l’ampliamento dei campi d’intervento: la bonifica, oggi, interessa  l’intero territorio con i centri abitati, gli insediamenti e le infrastrutture.