27 giugno 2016

L'idrovora palcoscienico per una storia del Sud

«Questa è la bella vita che ho fatto il sottoscritto Rabito Vincenzo, nato in via Corsica a Chiaramonte Qulfe, d’allora provincia di Siraqusa, figlio di fu Salvatore e di Quriere Salvatrice, chilassa 1899. La sua vita fu molta maletrata e molto travagliata e molto desprezata». È la disgraziata storia di Vincenzo Rabito, bracciante siciliano e più volte soldato, ad essere andata in scena domenica 26 giugno all’idrovora di  Santa Margherita di Codevigo con lo spettacolo Terra Matta di Vincenzo Pirrotta e le musiche suonate dal vivo da Luca Mauceri. Anche quest’anno l’impianto idrovoro del Consorzio Bacchiglione è stato ospite di uno degli appuntamenti di “Scene di paglia. Il festival dei casoni e delle acque”, trasformando il paesaggio veneto della bonifica in un palcoscenico per una storia del Sud.
Con una sceneggiatura tratta dall’autobiografia di Rabito (Einaudi 2007), Terra matta racconta le peripezie e i sotterfugi di chi ha dovuto lottare tutta la vita per affrancarsi dalla miseria. L’esistenza travagliata del singolo, uomo qualunque, si fa epopea inconsapevole e inversa dell’Italia povera, affamata e ignorante attraversando i momenti cruciali della prima metà del Novecento, dalla trincea della Grande Guerra ai bombardamenti della seconda, dalle illusioni del fascismo alla fame del secondo dopoguerra fino al benessere degli anni sessanta. Un frammento di vita e di letteratura popolare di cui Vincenzo Pirrotta, rimanendo fedele all’originale pastiche di lingua e dialetto, ha saputo rendere tutta l’amara comicità.