15 giugno 2017

Siccità, misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui

Irrigazione in fasce orarie limitate, maggiore attenzione nelle modalità di derivazione dell’acqua ed evitare un invaso “ingordo” che vada oltre le reali esigenze. Mercoledì sera, nel corso di un’assemblea pubblica con gli agricoltori, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha presentato misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui nel bacino del delta del Brenta.

«La siccità avanzata in questi mesi è sempre più preoccupante. Tuttavia con il Cda del Consorzio ci siamo dati un obiettivo a cui vogliamo tenere fede: garantire che in questa zona si possa piantare il radicchio. Per questo abbiamo messo in campo una serie di misure d’emergenza e vogliamo scrivere con gli agricoltori le regole per gestire l’uso dell’acqua limitando gli sprechi» ha affermato il Presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso.

La situazione:

La carenza d’acqua quasi fisiologica nella stagione estiva per il Naviglio Brenta e il Novissimo, una rete irrigua complessa e obsoleta, l’utilizzo sregolato delle derivazioni da parte delle valli da pesca, la presenza di coltivazioni che richiedono un’ingente quantità d’acqua, sono criticità preesistenti che la siccità di questo periodo non fa che peggiorare.

Cosa facciamo?

Ogni anno il Consorzio di bonifica Bacchiglione attraverso il sistema Leb (un canale lungo 44 km che partendo da Belfiore si immette in Bacchiglione a Montegaldella) deriva l’acqua dell’Adige per rimpinguare il Naviglio Brenta e il Novissimo, che presentano spesso una situazione di carenza idrica. In questo modo è possibile garantire l’irrigazione nella zona che dalla Riviera del Brenta si estende fino a Chioggia passando per il Piovese.

Ma se anche l’Adige è in secca e il Leb non basta più?

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato alcune misure straordinarie per far fronte al problema: pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna, sfalci straordinari per migliorare il deflusso dell’acqua, un dialogo aperto con le valli da pesca per regolamentare le loro derivazioni, sono i passi ritenuti indispensabili per migliorare la gestione delle acque. Un grande impegno che perderebbe di utilità senza la collaborazione dei singoli agricoltori.

«Noi faremo il possibile per ottimizzare il servizio e garantirne l’efficienza, ma è indispensabile la collaborazione di tutti – ha affermato Ferraresso –. è necessario però un cambio di mentalità, se ognuno guarda al suo orticello ne risentono gli interessi di tutti. Ecco perché chiediamo agli agricoltori di tenere comportamenti virtuosi che aiutino la gestione dell’acqua: niente più personalismi, quindi, l’acqua è un bene prezioso e comune».