30 novembre 2018

IL CONVEGNO SULL'AMBIENTE A PALAZZO LABIA - SCIENZIATI DI COWM 2018 IN SOPRALLUOGO AL MOSE

Scienziati in visita al Mose. per capire come funziona la più grande opera pubblica italiana travolta dagli scandali, i cui lavori volgono al termine. Per capire anche il suo impattoo con l'ambiente lagunare e l'origine delle tante "criticità" segnalate negli ultimi mesi, a cominciare dalla corrosione e dalle difficoltà di manutenzione. Sopralluogo organizzato per stamattina da Cowm 2018, il Citizen Observatories for natural hazards and water manegement, organizzato dal Distretto idrografico delle Alpi Orientali, ex Autorità di Bacino.
Ieri giornata conclusiva del convegno a palazzo Labia. Si è parlato dell'ambiente, di resilienza- cioè dell acapacità da parte della popol,azione di difendersi nelle fasi di emergenza. e dei numeri dell'Italia a rischio.
In uno studio pubblicato nell'ultimo rapporto di ISpra (Istituto superiore per la protezione ela ricerca ambientale del minjistero per l'Ambiente) si parla del 15 per cento dei beni culturali esposti al rischio di alluvioni ed evenbti estremi. Obiettivo, è stato detto, "quello di formare esperti e cittadini per la loro salvaguardia".
Dati allarmenti, che riguardano soprattutto il Veneto, tra le regioni maggiormente interessate al rischio idrulico. Il 24 per cento del territorio è compreso in aree a rischio idraulico, il 4,1 per cento in aree "ad alta pericolosità", l'8,4 a medio rischio. Ma i fenomeni sono in aumento. Nel Veneto, come si è visto dagli ultimi eventi alluvionali del 29 ottobre scorso, gran parte della superficie è a rischio idrogeologico. in particolare nei territori attraversati dai grandi fiumi alpini (Brenta, Piave, Tagliamento) e di risorgiva (Sile, Bacchiglione). La laguna ha problemi diversi, minacciata dal mare e dall'acqua dolce. Con le barene che rischiano di scomparire per effetto degli scavi, del moto ondoso, del vento e dell'erosione. 
Uno "squilibrio" che secondo gli esperti è la prima causa anche dell'aumento della frequenza delle acque alte in laguna. Emergenza che doveva essere affrontata e risolta dopoi  l'alluvione del 1966. Ma in mezzo secolo, nonostante le Leggi Speciali, bene poco si è fatto. Quasi sei miliardi sono stati spesi per il progetto Mose, la manutenzione della città interrotta e lasciata a secco di fondi dello Stato per quasi 15 anni. 
Intanto i lavori del Mose volgono alla fine. Hanno superato il 95 per cento del totale. Anche se adesso mancano le parti più delicate. Gli impiantio e il collaudo di un sistema complesso, progettato per vivere sott'acqua e quindi bisognoso di manutenzione continua e costosa. Almeno 100 milioni di euro l'anno.
Stamattina gli studiosi andranno in sopralluogo al mose per verificare direttamente come sia la situazione. I collaudi della grande opera, che dovrebbe essere conclusa a fine 2021, cominceranno già nei prossimi mesi. 
A.V.