08 luglio 2019

I CONSORZI DI BONIFICA DEL VENETO ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE ANBI DALLA NUOVA PAC GLI STRUMENTI PER CONTRASTARE I MUTAMENTI CLIMATICI

Roma, 4 luglio 2019 - In un’epoca caratterizzata da mutamenti climatici che vedono l’alternarsi di lunghi periodi siccitosi a violenti nubifragi la nuova Politica Agricola Comune dovrà fornire strumenti finanziari fondamentali per consentire ai territori di far fronte all’irrigazione e alla prevenzione del rischio idrogeologico. I Consorzi di Bonifica del Veneto insieme ad Anbi Veneto hanno partecipato all’assemblea nazionale di Anbi, tenutasi ieri e oggi a Roma, proprio per far sentire la loro voce compatta alle istituzioni, a partire dal ministro all’agricoltura Gian Marco Centinaio.
In Veneto il tema è particolarmente sentito poiché gli oltre 6 miliardi di euro di export di prodotti agricoli d’eccellenza deve molto ai finanziamenti comunitari e alla lavoro sulla rete irrigua operato quotidianamente dei Consorzi. Non solo. La regione è a rischio idraulico sia per il fatto che circa un terzo della pianura, soprattutto a ridosso della gronda lagunare, è sotto il livello del mare(e pertanto soggetta ad allagamenti) sia per la presenza di fiumi a carattere torrentizio che con forti nubifragi estivi si gonfiano velocemente con rischio di esondazione.
I Consorzi di bonifica sono pertanto in prima linea nella manutenzione del territorio: un lavoro tanto importante quanto, spesso, invisibile. Sono 1.056.335 (su 1.839.900 complessivi) gli ettari di superficie del Veneto che necessitano dell’opera dei Consorzi di bonifica per restare asciutti; di questi, 513 mila ettari necessitano anche di opere di irrigazione a favore dell’agricoltura. Gli argini a fiume o a mare sono 2.069 km, oltre un quinto del totale di argini di tutta Italia (che sono 9.233 km).
Dal canto loro i Consorzi Veneti hanno dato prova di grande efficienza nell’intercettare investimenti da utilizzare a servizio dei cittadini: un’efficienza che può far leva sul rapporto virtuoso con la Regione del Veneto invitata all’assemblea di Anbi – nella persona dell’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – per raccontare il valore della sinergia con i Consorzi. 
Solo nel 2018, per esempio, sono stati 160 i milioni che il sistema veneto della bonifica ha raccolto a livello nazionale. Di questi 90 milioni provengono dal Ministero delle Politiche Agricole tramite il Piano di Sviluppo Rurale Nazionale e saranno dedicati all’efficientamento di reti irrigue; 24 milioni provengono dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Infrastrutture tramite il Piano Invasi, di questi circa 20 milioni consentiranno di rifare parte del canale LEB (Lessinio Euganeo Berico) riducendo sensibilmente l’attuale dispersione di acqua; infine, 46 milioni provengono dal “Fondo Investimenti per lo sviluppo infrastrutturale del paese” gestito dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Economia e della Finanza e saranno impiegati nella realizzazione di una condotta irrigua alternativa al Fratta Gorzone, fiume inquinato a causa dei PFAS. Quest’anno, inoltre, il sistema della bonifica del Veneto è riuscito ad attrarre ulteriori 35 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture tramite il Piano invasi.