02 luglio 2015

Il Volo. La ballata dei Picchettini

Domenica 5 luglio l’idrovora di Santa Margherita a Codevigo diventerà teatro d’eccezione per l’ultimo appuntamento di Scene di Paglia, Il festival dei Casoni e delle Acque. Alle ore 21.15 andrà in scena il nuovo spettacolo del Teatro delle Albe intitolato Il Volo. La ballata dei picchettini, una prima regionale, dedicata al racconto della tragedia della Mecnavi, dove nel 1987 tredici operai persero la vita nei cunicoli della nave gasiera, svolgendo il durissimo lavoro di "picchettini".
Un drammatico fatto di cronaca lontano nel tempo, ma anche una storia terribilmente attuale fatta di sfruttamento sul lavoro e morti bianche. Nello spettacolo si alternano le narrazioni e i testi di Tahar Lamri e Luigi Dadina con la musica, ispirata dalle ballate popolari, al blues e alla cultura rap di Francesco Giampaoli, Diego Pasini e Lanfranco-Moder-Vicar.

Domenico Mazzotti, morto sul lavoro nel marzo del 1947, ha insistito perché si raccontasse questa storia. La sua foto è visibile sotto l'unica gru rimasta, nella darsena di città. In arabo Dar Essena’a, “Casa dell’industria, dell’arte e del fare”. Quarant'anni dopo la morte di Domenico, nel 1987, un'altra tragedia investe Ravenna: quella della Mecnavi, in cui morirono tredici operai-picchettini, soffocati all'interno dei cunicoli della nave “Elisabetta Montanari”. È lì, sulle navi in porto, che bisogna cercarli, i picchettini, ma il loro lavoro non ha nulla a che fare con l’aria aperta e il salmastro, l’azzurro e lo iodio. Ha a che fare, piuttosto, con il sottosuolo, la claustrofobia, la miniera. Monsignor Ersilio Tonini nell’omelia pronunciata durante quei funerali così descrisse quel lavoro: «...l’umiliazione spaventosa, la disumana umiliazione. Un ragazzo di diciassette, diciotto anni che è costretto a passare dieci ore in cunicoli dove… posso dirla la parola? non vorrei scandalizzare… dove possono camminare i topi! Uomini e topi! Parola dura, detta da un vescovo dall’altare: eppure deve essere detta, perché mai gli uomini possano essere ridotti a topi!».

Sulla scena Tahar e Luigi, nati rispettivamente il 24 e il 25 dicembre del 1958, il primo ad Algeri, il secondo proprio a Ravenna, assieme ai tre musicisti, tengono una Conferenza sul Marzo per raccontare di fabbrica, porti, lavoro, incidenti, cormorani, nebbia e fuochi. Insieme ripercorrono la storia di Domenico, perché non sia dimenticato e, insieme, la tragedia della Mecnavi. Tutte vittime del lavoro. Storie vere che convergono in una forma teatrale.

Ingresso gratuito
Ore 21.15
Idrovora di Santa Margherita – Codevigo, via Idrovora