L'ispezione interna alla botte a sifone di Corte di Piove di Sacco: un intervento di prevenzione finanziato con i fondi della "tempesta Vaia"

Piove di Sacco, 11 giugno 2020. C’è un tunnel, a Piove di Sacco, che sottopassa il fiume Brenta e consente il deflusso delle acque di un territorio di 10.000 ettari ricadenti nei comuni di Piove di Sacco, S. Angelo di Piove, Legnaro, Saonara, Padova, Vigonza, Noventa Padovana, Ponte S. Nicolò, Polverara e Brugine, in provincia di Padova e Vigonovo, Fossò e Campolongo Maggiore in provincia di Venezia.

Non si vede, perché è sotterraneo, ma, guardando verso nord dal ponte di Corte di Piove di Sacco, si osserva una leggera increspatura delle acque del fiume Brenta dovuta ai massi che proteggono l’estradosso del manufatto. Quando, più di 400 anni fa, la Repubblica di Venezia ha deviato il Brenta per portare le sue acque fuori dalla laguna, insieme al nuovo alveo fluviale ha costruito anche un manufatto, la botte a sifone di Corte di Piove di Sacco, per consentire alla acque del Fiumicello di sottopassare il fiume e continuare a defluire verso la laguna.

L’ultima ispezione all’interno della botte a sifone, costituita da tre canne in muratura lunghe 160 metri, risale al 1987.

In considerazione dell’importanza dell’opera idraulica, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha ricevuto recentemente dalla Regione Veneto un finanziamento nell’ambito degli “Interventi urgenti  di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi metereologici che hanno interessato il territorio della Regione Veneto, dl 27 ottobre al 5 novembre 2018” (“tempesta Vaia”).

È  stato finanziato, con un milione di euro dalla Regione Veneto, il primo stralcio dei “Lavori di ripristino e ristrutturazione interna delle canne delle botti a sifone di Conche di Codevigo e Corte di Piove di Sacco”. Sono previsti la messa in asciutta, l’ispezione interna ed i primi interventi urgenti di consolidamento.

«Grazie al finanziamento ottenuto possiamo ispezionare l’interno delle canne della botte a sifone e realizzare i primi interventi urgenti. Si tratta di un intervento di prevenzioneafferma il Presidente del Consorzio Bacchiglione Paolo Ferraresso – bisogna controllare lo stato di salute dell’opera senza aspettare, per intervenire, che si siano verificati problemi».

I lavori devono essere “contrattualizzati” entro settembre 2020. Per rispettare la scadenza, il Consorzio, in quattro mesi, dovrà predisporre il progetto, ottenere i pareri necessari per l’approvazione, effettuare la gara d’appalto, l’aggiudicazione e stipulare il contratto con l’impresa.