07 febbraio 2020

I CONSORZI DI BONIFICA PUNGOLANO LA POLITICA “IL GREEN NEW DEAL È UNA GRANDE OPPORTUNITA’ MA VANNO FATTE SCELTE SUL MODELLO DI SVILUPPO. L’ITALIA È OGGI IL PAESE MEDITERRANEO PIU' ESPOSTO ALLA CRISI CLIMATICA”

 “Tra i 20 giorni, con cui i cinesi costruiscono un ospedale e gli 11 anni, con cui mediamente si realizza un’opera pubblica in Italia, ci sarà una via di mezzo?”
È questa la provocatoria domanda che l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) pone alla politica, in occasione della recente Assemblea dello S.N.E.B.I., il suo sindacato d’impresa.

“L’orizzonte della sostenibilità – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) - è l’ineludibile sfida dei prossimi anni, in cui devono convivere obbiettivi ambientali, sociali ed economici. La loro compatibilità fa parte della storia dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, rimasti l’unico ente sussidiario a servizio del territorio come testimonia il quasi miliardo di finanziamenti ottenuti a fronte di progetti definitivi ed esecutivi, di cui sono ricchi gli uffici degli enti consortili e che sono una straordinaria opportunità anche nel quadro del Green New Deal. La politica, però, deve fare le scelte necessarie per gestire la transizione della crisi climatica da problema ad opportunità.”

“Il Green New Deal – prosegue il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – è una grande occasione di crescita, in primis per le regioni meridionali, ma ci vogliono idee chiare su come e dove indirizzare le risorse. È necessario investire nella sistemazione del territorio, perché all’incremento degli eventi meteo estremi corrisponde una riduzione della produzione nei campi e dell’economia del Paese; altrettanto bisogna fare nella gestione delle acque, perché un ettaro agricolo irrigato produce 250 giornate lavorative, in asciutta sono solo 15. Così come le nuove sfide della sostenibilità obbligano i cittadini a cambiare i paradigmi dei comportamenti, altrettanto le Istituzioni devono cambiare atteggiamento verso i problemi del territorio ad iniziare dallo stop all’irrefrenabile consumo di suolo, creando altresì le condizioni per arrestare il progressivo spopolamento delle aree interne del Paese, concausa di dissesto idrogeologico.”

“L’Italia –conclude Alessandro Folli, Presidente del Sindacato Nazionale Enti di Bonifica ed Irrigazione (S.N.E.B.I.) – è oggi il Paese del Mediterraneo più esposto all’estremizzazione dei fenomeni atmosferici; per questo, deve essere in prima linea, soprattutto in Europa, nella promozione di politiche per aumentare la resilienza delle comunità ai cambiamenti climatici. I lavoratori dei 148 Consorzi di bonifica ed irrigazione sono uno straordinario giacimento di professionalità a servizio di un modello di sviluppo, che abbia al centro la valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità.”